L’allenatore organizzato: 4 cose da sapere.

allenatore organizzato

4 cose da sapere per capire quanto è organizzato l’allenatore e capire se sta facendo passare una brutta esperienza a tuo figlio.


L’allenamento è il fulcro di tutta l’attività stagionale di un settore giovanile, è il momento in cui l’allenatore dimostra tutte le sue capacità e la Società esprime la qualità della propria scuola calcio.

Bene caro genitore ora ti svelo 4 trucchi per capire velocemente le caratteristiche dell’allenatore di tuo figlio e comprendere che stagione sarà.


Primo aspetto: l’allenatore ha un aiutante?

Avere un collaboratore sul campo è fondamentale per gestire al meglio tutte le fasi dell’allenamento e seguire con attenzione tutti i componenti della squadra. Lavorare da solo con 7/8 elementi è possibile, con 15/16 diventa più difficile. Certamente lavorare in coppia riduce i tempi morti per preparare le attrezzature e favorisce il controllo nel caso si strutturasse l’esercitazione per stazioni differenti; in ogni caso 4 occhi e 4 mani operano meglio di 2. Pensate, cosa molto frequente tra i più piccoli, quando un allenatore corregge il gesto tecnico affiancandosi ad un bambino per spiegargli gli errori; se l’allenatore fosse da solo perderebbe il controllo degli altri bambini, mentre con un collaboratore può dedicarsi alla correzione del singolo bambino  senza dover fermare tutti gli altri. Quindi è meglio essere in due sul campo. Ovviamente i bambini possono sempre distrarsi e litigare tra loro. Avete presente i cavalli tra i canapi del palio di Siena? La vicinanza e l’attesa portano anche questo e due adulti riescono ad intervenire e sistemare subito il problema; al contrario uno potrebbe accorgersi in ritardo quando i piccoli sono già venuti alle mani, si sono spintonati e sono caduti facendosi male.


Secondo aspetto: l’allenatore prepara il campo prima dell’inizio dell’allenamento?

Indipendentemente dal fatto di lavorare sul campo da solo o con un collaboratore, è importante che qualcuno disponga gli attrezzi sul campo prima dell’inizio dell’allenamento. E’ un modo per risparmiare tempo ma soprattutto dimostra senza dubbio che le attività sono state preparate e studiate prima; non c’è improvvisazione ma pianificazione. Se l’allenatore per qualche motivo è da solo ed è sul campo a preparare l’allenamento è doveroso da parte della Società garantire che i bambini/ragazzi siano sorvegliati da un adulto per garantirne la sicurezza.
Sono aspetti da non sottovalutare per l’incolumità soprattutto dei più piccoli alle prime esperienze con lo sport, lo spogliatoio, gli spazi ridotti e altre piccole/grandi difficoltà. Quando certifichiamo le scuole calcio all’interno del progetto calciosicuro.com, controlliamo che la Società garantisca sempre un presidio prima, durante e dopo gli allenamenti. Almeno un adulto, non necessariamente un secondo allenatore, deve sempre sorvegliare i bambini/ragazzi, soprattutto nello spogliatoio prima e dopo l’allenamento sul campo; è facile farsi male: una borsa riposta male sopra la testa, le stringhe allacciate male, giocare sotto la doccia, il pavimento bagnato e scivoloso.

Voi genitori sapete bene come anche in casa ci vogliono 4 occhi per evitare un danno fisico ai più piccoli. Lo stesso capita in uno spogliatoio dove i bambini sono tanti e si muovono in uno spazio ridotto. Se la Società non ha un accompagnatore ufficiale che possa svolgere questo compito, offritevi volontari e fate in modo che ci sia sempre un adulto a sorvegliare lo spogliatoio. L’ideale sarebbe, prima dell’allenamento/partita, che tutti si possano cambiare insieme ed insieme escano accompagnati da un adulto. Dopo l’allenamento, quando il bambino esce dallo spogliatoio, lo attende il genitore (o facente funzione). Un adulto rimane nello spogliatoio fino a quando non esce l’ultimo bambino.


Terzo aspetto: quanti sono i tempi morti durante un allenamento? Chiarisco subito cosa intendo per tempo morto: è il tempo sprecato in attesa di svolgere l’esercizio. Riposare e bere durante l’allenamento non sono tempi morti ma attività necessarie e da prevedere.

L’obiettivo di un allenatore non deve essere quello di avere zero tempi morti ma ridurli al minimo.

Colui che pianifica con logica le attività da svolgere sul campo ed ha la possibilità di contare su di un collaboratore sicuramente avrà pochi tempi morti rispetto a chi lavora da solo ed improvvisa.

 

Dovete sapere che in passato gli studi sui tempi morti e sulla partecipazione del giovane alla partita hanno costretto FIGC e UEFA, insieme ad altre considerazioni, alla modifica delle regole del

calcio per le categorie di base (5-12 anni). Negli anni ‘80 i bambini iniziavano a giocare all’età di 10 anni e si giocavano due tempi,  11 contro 11 a campo intero e con porte grandi.  

Oggi i bambini di 10 anni giocano tre tempi, 7v7 o 9v9 con campi e porte ridotte. Tutti questi cambiamenti favoriscono un maggiore contatto con il pallone ed un coinvolgimento maggiore nella partita. Allo stesso modo sono da evitare i tempi morti durante gli allenamenti: la fila unica per tirare in porta è un classico esempio di tempo morto; già con 2 porte e due file riduci i tempi della metà e ci ricolleghiamo all’utilità di un collaboratore sul campo insieme all’allenatore.


Quarto aspetto: gli esercizi sono sempre gli stessi o variano? Non c’è bisogno di essere un allenatore per capire se gli allenamenti sono sempre gli stessi, senza variazioni e senza progressioni di difficoltà. Per tutte le categorie, dai piccoli ai grandi, per mantenere alta l’attenzione e stimolare la partecipazione ed il divertimento è indispensabile variare le proposte sia nella singola seduta che durante la stagione. Ovviamente non si possono proporre sempre esercizi completamente nuovi ma bastano poche modifiche per mantenere alta l’attenzione ed il desiderio di partecipare.

Un allenatore preparato e aggiornato sulle metodologie di allenamento conosce bene l’importanza di questo principio e dimostrerà tutte le sue capacità e la sua fantasia nel proporre allenamenti adeguati all’obiettivo senza renderli noiosi. Ammesso che la Società abbia acquistato il materiale necessario, verificate se l’allenatore cambia gli attrezzi usati di volta in volta, le dimensioni dei palloni, i colori, gli avvisatori acustici. La varietà stimola l’attenzione e funziona anche con i grandi. Chiedete ai vostri figli se sono contenti dell’allenamento e se si divertono. Il bravo allenatore rende piacevoli anche gli esercizi meno divertenti.

Genitori fate tesoro di questi consigli e cercate di verificare PRIMA dell’iscrizione di vostro figlio, quanto è organizzata la società e l’allenatore della vostra squadra. Il rischio, per i più piccoli è proprio quello di annoiarsi, non divertirsi più ed alla fine abbandonare il calcio; con il risultato che avrete perso tempo e soldi e dovrete cercare una nuova società.

 

Se non vuoi fare questa fine seguici sul portale calciosicuro.com, il primo portale per i genitori che vogliono conoscere il mondo del calcio giovanile, trovare tutte le informazioni necessarie e compiere una scelta consapevole. Iscrivi subito al portale e riceverai in regalo il freebie.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *